1. COS’È LA DENUNCIA PENALE E A COSA SERVE
La denuncia è l’atto con cui un privato cittadino informa l’Autorità Giudiziaria del compimento di un fatto che presenta i tratti di un reato. Questo strumento ha lo scopo di fornire una “notizia di reato” affinché il Pubblico Ministero possa avviare le indagini preliminari. Lo Studio Legale chiarisce che la denuncia riguarda fattispecie che lo Stato ritiene talmente gravi da dover essere perseguite a prescindere dalla volontà della vittima (reati procedibili d’ufficio).
2. LA DIFFERENZA SOSTANZIALE TRA DENUNCIA E QUERELA
Sebbene spesso usati come sinonimi, denuncia e querela sono istituti diversi:
- Denuncia (art. 333 C.P.P.): Riguarda reati per i quali l’azione penale inizia automaticamente. Può essere presentata da chiunque abbia notizia del fatto, non solo dalla vittima.
- Querela (art. 336 C.P.P.): È necessaria per i reati meno gravi (procedibili a querela di parte). In questo caso, oltre alla notizia del fatto, deve esserci l’esplicita volontà della persona offesa che il colpevole venga punito.
In entrambi i casi, la segnalazione può essere raccolta dalla Polizia Giudiziaria o depositata presso la Procura della Repubblica.
3. SI PUÒ RITIRARE UNA DENUNCIA? CHIARIAMO I DUBBI
La risposta breve è: no, la denuncia non può essere ritirata. Trattandosi di reati perseguibili d’ufficio, una volta che la Polizia Giudiziaria o il Pubblico Ministero hanno appreso la notizia del reato, il procedimento penale deve fare il suo corso obbligatoriamente. Al contrario, la querela può essere ritirata (remissione della querela) ai sensi dell’art. 152 C.P., facendo venire meno la condizione di procedibilità e fermando il processo.
4. TEMPISTICHE E MODALITÀ PER LA REMISSIONE DELLA QUERELA
Mentre la denuncia può essere presentata senza limiti temporali stringenti, la querela deve solitamente essere sporta entro 3 mesi dalla conoscenza del fatto. Per quanto riguarda il ritiro, la querela può essere rimessa in ogni fase del procedimento, purché non sia ancora intervenuta una sentenza definitiva. Sottolineiamo che la remissione può essere processuale (davanti al Giudice) o extraprocessuale (tramite scrittura autenticata).
5. COSA SUCCEDE DOPO IL RITIRO DELL’ATTO?
Se si tenta di “ritirare” una denuncia per un reato procedibile d’ufficio, l’atto non produce alcun effetto giuridico: lo Stato continuerà a indagare e processare l’imputato. Se invece si ritira una querela, si ottiene l’estinzione del reato. Se ciò avviene durante le indagini, il Pubblico Ministero formulerà una richiesta di archiviazione; se avviene durante il processo, il Giudice emetterà una sentenza di proscioglimento.
6. CONCLUSIONI E STRATEGIA DIFENSIVA
Comprendere se si ha a che fare con un reato procedibile d’ufficio o a querela è il primo passo per valutare la propria posizione processuale. Come Avvocati consigliamo sempre di analizzare attentamente il capo d’imputazione prima di intraprendere iniziative di ritiro, poiché in certi casi (come per la violenza sessuale o alcuni tipi di maltrattamenti) la querela è irrevocabile per legge.
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